June 08, 2009

Il partito "pirata"

Manifesto del Partito Pirata Svedese (english) , ha preso il 7% alle elezioni europee.

Si tratta di un distillato "politico" di argomenti che e' possibile rinvenire in moltissimi recenti manuali e saggi di diritto d'autore.
Leggendolo non da l'impressione di venire da  un partito (o meglio un movimento) che inneggia alla libera pirateria. Esso propone una sua ricetta per innovare le regole sul diritto d'autore e sulla proprietà intellettuale rendendole meno gravose per chi opera in rete.
Una proprieta' intellettuale con meno regole, ma comunque con regole.
La sede europea per una tale campagna e' la sede naturale e, in questo senso, le proposte avanzate non devono essere sottovalutate.
Personalmente non le condivido interamente. Ritegno che alcune siano "proposte manifesto", ma condivido il presupposto che occorra portare maggiore equilibrio nel rapporto tra titolari dei diritti ed utilizzatori dei contenuti, a beneficio sia degli uni che degli altri.
Sottolineo comunque come sia stato dimostrato che e' possibile organizzare il consenso intorno al tema proprietà intellettuale: un fenomeno estremamente interessante e che merita ogni attenzione.

May 19, 2009

sono stato neutrale rispetto al tema della neutralita'? maybe not.

Qui audio e video del Seminario Bordoni su Neutralita' della rete e aspetti socio-economici. Si tratta di un tema spesso poco compreso anche tra i tecnici. Sotto questa etichetta si fa cadere di tutto. In questa giornata si e' fatta molta chiarezza. Tra gli interventori ci sono anche io, a sostegno di misure pro-neutralita' "ragionevole". Spero di essere stato chiaro data la tecnicita' dell'argomento. Eventuali domande e commenti graditi e dibattito ragionato anche.
Ciao,

E.

April 18, 2009

una strana votazione

su facebook si chiude il 23 aprile una strana votazione.
Viene messa al voto una "riedizione" delle condizioni generali di contratto che è stata previamente sottoposta ad un round di commenti da parte degli utenti del sito. (qualcuno dice dei "frequentatori" o della "community" ma per me e' fuorviante rispetto a questa operazione e spieghero' perche').
Si vuole far sembrare che Facebook stia "scrivendo le proprie leggi", si stia "autoregolamentando" in un bellissimo afflato comunitario e con metodo democratico.
Il problema e' che non e' cosi'.
Sarebbe l'operazione giusta da farsi.
Ma non mi sembra l'operazione in corso.
Quella che ho letto mi e' sembrata una riedizione, semplificata, delle solite condizioni di contratto.
In cui, tutte le parole che potevano incutere "timore" sono state ridotte ad una sola espressione.
Un espressione in cui viene consentito a FB di usare  "IP" (proprieta' intellettuale) degli utenti finche' questi hanno un account.
IP vuol dire tutto secondo la legge regolatrice di quell'accordo.
Prima quello che Facebook poteva fare era molto piu' esplicito, ora e' stato reso meno esplicito ed accompagnato da una serie di petizioni di principio "Per noi la vostra privacy e' importante", ecc.
Queste ultime, in diritto, lasciano il tempo che trovano.
Io, francamente, non saprei cosa votare e sono tentato di votare per il vecchio contratto.
Preferisco aver chiaro cosa possono fare e non fare dei miei dati.
Rimango dunque fermo sulla mia linea.
Ottima cosa usare FB ma mai scriverci qualcosa che non vi fidereste a dire ad uno sconosciuto con cui fate quattro chiacchere in palestra o in treno (e questo vale anche per le foto).

April 15, 2009

un buon segno

Viviane Reding, Commissario UE alla Società dell'Informazione e Media ha lanciato un allarme che condivido pienamente: esistono regole chiare per l'utilizzo dei dati nell'Unione Europea e anche i social network e i siti del web 2.0 le devono rispettare.
Non e' possibile barattare la certezza di come saranno trattati i nostri dati con il servizio consistente nell'ottenere pubblicità "fatta apposta per noi".
Dobbiamo sapere a chi e per quale motivo stiamo fornendo i dati.
Il Commissario Reding sollecita anche a non divulgare su Internet i dati dei minori.
Sono prescrizioni che potrebbero quasi sembrare di buon senso, se ormai non fossimo abituati a considerare normale la loro violaizone.
Questo richiamo e' un buon segno verso un ritorno a una regolamentazione che non deve essere mai invasiva (non bisogna certo commissariare Facebook!) ma deve comunque offirire una tutela ai nostri diritti fondamentali. Autorizzare l'uso dei dati rientra in questi diritti.
Se poi ci piace quest'uso, avanti con il web 2.0... ma con il nostro permesso.

  

April 02, 2009

Eugenio su Punto Informatico

Su Punto Informatico, nell'ambito di una serie di interviste a cura di Luca Annunziata alcune mie dichiarazioni a proposito del DDL Vita-Vimercati per una disciplina della neutralita' delle rete, free software e societa' dell'informazione.

Qui il testo del DDL

Qui la mia intervista a Punto Informatico

February 02, 2009

pensieri sul diritto d'autore digitale

In questi giorni si è attivato un Comitato con l'intento di formulare proposte in merito alla "Pirateria digitale e multimediale".
Le dichiarazioni di presentazione, a parole, sono di non belligeranza verso il settore Internet, ma, in questo caso, è stato scelto un nome non del tutto appropriato.
Sul tema posso dire che condivido una lettera aperta apparsa oggi su Punto Informatico:

Lettera Aperta al Prof. Mauro Masi

Vorrei tuttavia aggiungere una mia personale riflessione.
L'esistenza e l'attività del Comitato è stata infatti occasione di discutere con amici, conoscenti e colleghi dei temi del diritto d'autore, della "pirateria" e delle prospettive di riforma.

1) Il problema è sicuramente di sistema.
Molti hanno un approccio "formale": chi opera in Internet non rispetta le regole e, pertanto, occorre fare in modo che questo avvenga.
La mia domanda è se questi stessi soggetti sanno che anche prestare un libro o una videocassetta/dvd al vicino di casa o all'amico è "non rispettare le regole" del diritto d'autore.
In particolare, se io registro una trasmissione televisiva su videocassetta/dvd, prestarla equivale  a diffonderla e può essere considerata "pirateria multimediale".

2) Le soluzioni devono essere di sistema
Sentire musica alla radio non è sicuramente un atto di "pirateria multimediale". Eppure si tratta di una incredibile quantita' di files audio che vengono trasmessi su una rete di comunicazione che, in alcuni casi (radio digitale) offre anche qualita' cd.
La differenza è che questa trasmissione è regolata, a monte, con accordi di tipo forfettario che consentono la fruizione illimitata agli utenti.
Verso tale tendenza suggerisce di andare il rapporto IFPI più recente, disponibile a:

rapporto IFPI

Esiste anche la possibilita' di acquistare i diritti dei brani disgiuntamente rispetto ai brani stessi.
In questa maniera viene salvaguardata la possibilita' di fruire dell'ampio "catalogo" presente su Internet, offrendo al contempo all'utente la possibilita' di pagare per quel che effettivamente tiene ed usa.
Insomma, il mio invito, nel dibattito è a dare la priorità a soluzioni che integrino Internet nel sistema legale di circolazione dei contenuti multimediali.
E' stato dimostrato che costruire enormi pile di sanzioni serve a poco (fortunatamente, mi sembra che il Comitato abbia colto questo aspetto, ma mi preoccupano alcuni riferimenti al c.d. "modello Sarkozy").
Paradossalmente, spaventano più lievi sanzioni, che vengono applicate inesorabilmente, accompagnate però dalla possibilità di avere un'alternativa legale.
In sostanza, se voglio avere un film a noleggio online ad alta definzione, deve esserci un servizio legale da cui posso procurarmelo.
In questo hanno un grande ruolo i "tavoli" a cui partecipano TUTTI gli operatori dell'audiovisivo e dell'Internet. Come è avvenuto, non a caso, in USA.
Grande parte della pirateria, per inciso, avviene nel commercio fisico di opere contraffatte, cui assistiamo ogni giorno per strada.

January 13, 2009

la Ferrari, Internet e l'uso pervasivo dei diritti di proprietà intellettuale

Oggi ho assistito, da buon tifoso di formula uno (calcio niente pero') alla presentazione della nuova ferrari sul web.
Quest'anno infatti avveniva solo sul web per mezzo di uno spettacolare (complimenti davvero) sito in flash.
A mente fredda mi domando perche' sul web.
E la risposta arriva quando cerco di stampare una foto della macchina per mio figlio.
Non si puo', in nessun modo.
I video che c'erano non si estraggono e, pertanto, non si diffondono sullo youtube del caso e non si mandano per e.mail all'amico.
C'e' un controllo dei contenuti totale e pervasivo.
Lo stesso controllo che consente che un modellino senza particolari pregi (quelli per il gioco dei bambini, non quelli per il modellismo intendo), in scala 1:18 di una F1 Ferrari ha da tempo superato la soglia dei 70 Euro. Ovviamente, il costo e' tutto in licenze.
Non ce l'ho con la Ferrari ma mi domando se sia un uso corretto dei diritti di proprieta' intellettuale (non credo si possa parlare di abuso perche' il danno al marchio, come leggerete sarebbe autoinflitto).
Tale uso, infatti, a mio avviso, lungi dal tutelare l'identita' del marchio e del design Ferrari, provoca il fiorire di un sottobosco di grossolane imitazioni che coprono la fascia bassa di prezzo e finiscono per svilire il marchio, confondere il design e recare un pesante danno alla riconoscibilità.
Un bambino che non puo' appendere al muro la foto della Ferrari "vera" e che puo' giocare solo con le imitazioni della Ferrari, avra' serie difficolta' a riconoscere la nuova F60 in pista...'

December 20, 2008

ancora sulle condizioni d'uso di Facebook

Scusatemi perche' ultimamente ho quasi un tema fisso.
Premetto che non ho nulla contro Facebook, è un sevizio molto potente, anzi mi sono anche iscritto.
Tuttavia mi lusinga in qualche modo che il rilievo sugli errori nelle condizioni d'uso sia stato recepito (non vi è traccia di una data di correzione però...).
Facciò però presente che anche un'altra parte lascia molto a desiderare ):

LEI E LA SOCIETÀ CONVIENE CIÒ, ECCETTO ALTRIMENTI POTREBBE ESSERE COME FORNITO RIGUARDO AI SERVIZI SPECIFICI SUL LUOGO IN QUALUNQUE TERMINI SPECIFICI APPLICABILI A QUEI SERVIZI, IL FORO ED IL RIMEDIO SOLO ED ESCLUSIVO PER QUALUNQUE E TUTTE LE DISPUTE ED I RECLAMI RACCONTANDO IN QUALUNQUE MANIERA A O SORGENDO FUORI DI QUESTI TERMINI DI USO, IL LUOGO ED/O IL SERVIZIO (INCLUDENDO LA SUA VISITA A O L'USO DEL LUOGO ED/O IL SERVIZIO) ESSERÀ L'ARBITRATO FINALE ED OBBLIGATORIO, eccetto ciò: (un) fino al punto che sia ha di noi in qualunque modo ha usurpato o violato o ha minacciato di usurpare o viola l'altro brevetto del partito, il copyright, il marchio o commercia i diritti segreti, o lei ha violato altrimenti qualunque delle regole di condotta di operatore ha regolato avanti al di sopra di o nel Codice di Conduce poi i partiti riconoscono che quell'arbitrato non è un rimedio adeguato alla legge e quell'injunctive o Il sollievo appropriato potrebbe essere cercato; e (b) nessune dispute o i reclami raccontando a qualunque transazioni che lei entra in con uni terzi attraverso il Mercato di Facebook potrebbe essere arbitrato.

Ad attenuare quanto sopra l'aggiunta di una clausola (prima non mi pare ci fosse) che stabilisce che la traduzione non conta, il testo buono è quello inglese.

December 12, 2008

l'importanza di chiamarsi "Ernesto" (nato, residente, c.f.)...

Internet e' un bellissimo strumento.
Tuttavia occorre consapevolezza nel suo uso (ed abuso).
E' un fenomeno molto diffuso il "fastidio" per le norme a tutela dei dati personali e sensibili.
A che servono questi adempimenti, si chiedono i soggetti chiamati a esprimere consensi/rifiuti al trattamento dei dati?
Supponiamo che qualcuno si chiami Ernesto.
Supponiamo che si iscriva su un sito Internet, un portale, che gli offra un ottimo servizio.
Supponiamo che il nostro Ernesto, per iscriversi, decida, in tutta libertà, di pubblicare la propria data di nascita, in quanto vuol far sapere agli altri utenti del sito che lui è un giovane, vuole fare "comunità".
Magari, per fare "comunità", su un diverso sito, il nostro ha anche reso reperibile il proprio recapito di cellulare.
Supponiamo che sul portale sia disponibile anche il cognome del nostro immaginario "Ernesto".
Ci vorrà poco a qualcuno ad ottenere l'indirizzo di residenza, dall'elenco telefonico e il codice fiscale, con un programma automatico.
Questi sono dati già sufficienti, in alcuni casi, a compiere operazioni in nome e per conto del nostro Ernesto (furto di identità).
Non do esempi per non dare idee a chi si interessa dell'argomento ai fini sbagliati.
Invito dunque tutti a fare massima attenzione a disseminare i dati su Internet.
Bisogna dare solo i dati strettamente indispensabili, assicurarsi che non siano visibili a chiunque (esistono in molti portali settings per cui utenti non "fidati" non possono accedere ai dati) e, magari, avere dei dati apposta per la divulgazione Internet (indirizzo mail diverso da quello in possesso della banca, cellulare diverso da quello abituale, numero di telefono VOIP invece di quello di casa, indirizzo di casa di un parente consenziente invece di quello proprio, ecc.).
Se ci sono dubbi a posteriori sull'affidabilità di un sito, scrivete una revoca dell'autorizzazione al trattamento dei propri dati personali, se ne ha sempre il diritto, in caso di mancata risposta, è bene segnalare al Garante Privacy.

November 17, 2008

Seminario software a Pisa

Il giorno 10 dicembre 2008 saro' relatore alla Camera di Commercio di Pisa ad un interessante seminario sul software rivolto ad imprenditori che desiderino approfondire gli aspetti della tutela del software a livello nazionale ed internazionale.
Qui tutti i dettagli:

Download seminario_tutelasoftware.pdf

Download scheda_adesione_195x98.pdf


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