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April 24, 2007

Broadcast Flag

Sapete cosa e' il problema del broadcast flag?
Mentre noi dibattiamo di Direttiva Audiovisual Media (presto ne parlero') negli USA quando si parla di TV si ragiona ormai di questo tema da noi sconosciuto.
Io non sono un sostenitore della superiorita' della regolamentazione americana, per una ragione molto semplice: il contesto tecnologico di tv e tlc e' talmente diverso e il sistema giuridico e' talmente diverso che i paragoni facili sono quasi sempre azzardati.
Letteralmente broadcast flag vuol dire "marcatore di trasmissioni televisive".
Sono in sostanza informazioni digitali, contenute nel programma televisivo trasmesso attraverso reti digitali che servono varie funzioni.
La prima, ovvia, e' di Digital Rights Management e di Technical Protection Measures.
Qui, consentitemi un piccolo inciso che devo sviluppare negli atti di un convegno a cui ho recentemente partecipato (a proposito quando vi capita ditemi se vi piacciono i post brevi o lunghi cosi' mi regolo).
Si tratta senza dubbio di politiche di DRM/TPM poiche' la funzione delle flags e' sempre di stabilire e, se del caso, impedire bloccando via decoder se si possa o meno esercitare una certa facolta' (es. videoregistrare, vedere la pubblicita', ecc.).
Se la flag fosse, pur digitale, semplicemente dichiarativa ed idonea a informare il decoder sul regime dei diritti (attraverso quindi una codifica appropriata) senza pero' arrivare a misure bloccanti  parlerei di Digital Rights Management.
Se si trattasse di informazioni sul regime dei diritti che sono incorporate in forma elettronica (es. watermarking), si tratta di un tertium genus.
Dicevo, le broadcast flag sono quindi DRM e TPM allo stesso tempo, e, come prevedibile, per portarle in un testo normativo si stanno sperimentando notevoli difficolta'.
Infatti, quando la legge deve delegare alla tecnologia la sua applicazione incondizionata, si perde in flessibilita'.
Un giudice americano ha dichiarato la normativa FCC sul broadcast flag incompatibile con la dottrina del fair use, quella che consente, se non si nuoce al titolare dei diritti, di fare libero uso del materiale protetto.
Non sarebbe infatti possibile usare questo diritto in presenza del broadcast flag.
E' la riprova di tanti ragionamenti che da tempo cerco di portare avanti in vari luoghi, incluso Digital Media in italia.
Forse questo blog e' un buon posto per continuarli e svilupparli.

Vedremo.

Eugenio

Come proseguire?

I pochi che sono soliti leggere questo blog avranno notato un certo periodo di silenzio. Non e' trascuratezza. Segue al fatto che sono stato nominato ad alcuni incarichi istituzionali e, in conseguenza di queste nomine, le cose di cui mi devo occupare, potrebbero sovrapporsi ai temi che qui avevo iniziato a trattare.
Mi sto ponendo il problema del modo in cui portare avanti il blog.
Mentre porto avanti la riflessione, rimarco il fatto che qualunque affermazione si trovi sul mio blog e' una mia idea strettamente personale, un percorso di ricerca, a volte incompleta e, comunque, mai da associarsi alle istituzioni che rappresento o alla mia attivita' professionale.
Se devo fare affermazioni pubbliche ci sono  sedi appropriate e il blog, per quel che mi riguarda, non lo e' (lo puo' essere, ovviamente, non lo e' nel mio caso): e' invece un ottimo spazio di condivisione e approfondimento come ho scritto nel primo post.
Se siete d'accordo con quanto sopra frequentate pure questo blog, altrimenti ci possiamo vedere, se volete, "in real life".

A presto,

Eugenio