Ieri convegno a Roma, Palazzo Rospigliosi. ISIMM-RAI.
Sarei dovuto intervenire ma le conclusioni del sottosegretario alle comunicazioni si sono dovute anticipare e... rimaneva solo il mio intervento prima del pranzo.
Mi hanno chiesto di rinunciare ed ho acconsentito.
Tuttavia qualcosa lo vorrei dire.
1) e' stato rilevato dal Commissario D'Angelo che esiste in questo paese un collo di bottiglia che impedisce ai fornitori di contenuti di entrare nel mercato del digitale terrestre (6.200.000 EURO di capitale sociale minimo, forma di spa e, aggiungo, minimo di 15 dipendenti, sono requisiti assurdi). Io lo ho scritto su varie testate (Beltel, Key4biz e altre) e ribadito in convegni da quando e' stato introdotto il Regolamento 435/01/CONS 7 anni fa. Spero che si provveda presto.
2) Nel convegno si e' affermato da piu' parti che il modello italiano del digitale terrestre e' quello che prevede che ogni operatore di rete abbia un proprio fornitore di contenuti di riferimento. Questo modello e' "antico", riecheggia il vecchio concessionario editore-operatore. L'operatore di rete deve essere autonomo dai fornitori di contenuti e non si puo' chiedere all'operatore di rete di fare l'editore. In mancanza si ha un modello poco agile che non regge la concorrenza di realta' come Google in continua trasformazione. I fornitori di contenuti devono essere liberi di muoversi e gli operatori di rete devono focalizzarsi sull'offerta di tecnologie di trasmissione. Altrimenti, in breve, il DTT diventera' un superanalogico. Peraltro, la nuova Direttiva Servizi Media senza frontiere nemmeno disciplina l'operatore di rete a riprova che il legame fra i due deve essere spezzato.
3) Occorre istituire un monitoraggio dell'attuazione della Direttiva Servizi Media Audiovisivi per avere oltre a "nuova televisione", "nuova normativa televisiva", c'e' tempo per l'attuazione fino al 2009 (dicembre).
EP
Recent Comments